15.1.10

All'Opira - i pupi dei Napoli alla Lomax





All'Opira
Rassegna dell'opera dei pupi di scuola catanese
con i fratelli Napoli
Alla Lomax (gen-giu 2010)
via fornai 44, CT
da gennaio a giugno 2010


Copioni elaborati da Alessandro e Fiorenzo Napoli secondo gli antichi canovacci di tradizione.
Per un pubblico dai 7 anni in su.
Abbonamento per 6 spettacoli: 60€ Biglietto singolo spettacolo: 12€ Ridotto: 7€


Programma:
sabato 16 e domenica 17 gennaio, ore 18.00 e 21.30: Come Orlando nacque in sutri
sabato 6 e domenica 7 febbraio, ore 18.00 e 21.30: La Rovenza incantata
sabato 20 e domenica 21 marzo, ore 18.00 e 21.30: Cristo al Golgota*
sabato 17 e domenica 18 aprile, ore 18.00 e 21.30: Amore e follia di Orlando*
sabato 15 e domenica 16 maggio, ore 18.00 e 21.30: ‘a Valli, ovvero la morte dei paladini a Roncisvalle
sabato 12 e domenica 13 giugno, ore 18.00 e 21.30: Muller e Bengaria: Amore e guerra nel Celeste Impero
*l'ordine di questi due spettacoli è invertito rispetto alle locandine andate in stampa.


La collaborazione tra Fabbricateatro, i fratelli Napoli e l’Associazione Culturale Alan Lomax nasce nel 2007, con la produzione di due repliche de “L’oro dei Napoli”. Da quel momento, i pupi sono tornati in varie occasioni alla sala Lomax, sia con rappresentazioni per le scuole che con spettacoli serali. Di comune accordo, il regista Elio Gimbo, i fratelli Napoli e i membri della Lomax hanno deciso di offrire al pubblico catanese una continuità nelle rappresentazioni, nel tentativo di ritornare all’Opera dei Pupi come ad un’abitudine del cittadino che si informa e si documenta sull’attitudine del potere in rapporto a chi esso rappresenta.


La storia dell’opera dei pupi
L’Opera dei Pupi è un particolare tipo di teatro delle marionette che si affermò stabilmente nell’Italia meridionale e soprattutto in Sicilia tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. I pupi siciliani si distinguono dalle altre marionette essenzialmente per la loro peculiare meccanica di manovra e per il repertorio, costituito quasi per intero da narrazioni cavalleresche derivate in gran parte da romanzi e poemi del ciclo carolingio.


Le marionette del Settecento venivano animate dall’alto, per mezzo di una sottile asta metallica collegata alla testa attraverso uno snodo e per mezzo di più fili, che consentivano i movimenti delle braccia e delle gambe. In Sicilia, nella prima metà dell’Ottocento, un geniale artefice di cui ignoriamo il nome, escogitò gli efficaci accorgimenti tecnici che trasformarono le marionette in pupi. Egli fece in modo che l’asta di metallo per il movimento della testa non fosse più collegata ad essa tramite uno snodo, ma la attraversasse dall’interno e - cosa ben più importante - sostituì il sottile filo per l’animazione del braccio destro con la robusta asta di metallo, caratteristica del pupo siciliano. Questi nuovi espedienti tecnici consentirono di imprimere alle figure animate movimenti più rapidi, diretti e decisi, e perciò particolarmente efficaci per “imitare” sulla scena duelli e combattimenti, che tanta parte avevano nelle storie cavalleresche.


Esistono in Sicilia due differenti tradizioni, o “stili”, dell’Opera dei Pupi: quella palermitana, affermatasi nella capitale e diffusa nella parte occidentale dell’isola, e quella catanese, affermatasi nella città etnea e diffusa, a grandi linee, nella parte orientale dell’isola e anche in Calabria. Le cronache raccontano che l’iniziatore dell’Opra a Catania fu don Gaetano Crimi (1807 - 1877), il quale aprì il suo primo teatro nel 1835. Le due tradizioni differiscono per dimensioni e peso dei pupi, per alcuni aspetti della meccanica e del sistema di manovra, ma soprattutto per una diversa concezione teatrale e dello spettacolo, che ha fatto sì che nel catanese si affermasse un repertorio cavalleresco ben più ampio di quello palermitano e per molti aspetti diverso.


La compagnia dei fratelli Napoli
La compagnia viene fondata a Catania nel 1921 da Gaetano Napoli e oggi, giunta alla sua quarta generazione, senza interruzioni, rappresenta la più significativa realtà del tradizionale teatro dei pupi di tipo catanese. Tutti i membri della famiglia Napoli prendono parte alla messinscena degli spettacoli ricoprendo con maestria i ruoli tipici dell’Opira: Italia Chiesa Napoli, parratrici; Fiorenzo, direttore artistico della compagnia, parraturi principale e maestro costruttore dei pupi; Giuseppe, capu manianti e scenografo; Salvatore, ideatore delle luci e fonico; Gaetano, parraturi; Davide, manianti e secondo parraturi; Dario, manianti e assistente di palcoscenico; Marco, manianti; Alessandro, antropologo, curatore dei testi, manianti e addetto al fabbisogno degli spettacoli; Agnese Torrisi, costumista e direttore di scena.


Perché questa rassegna
Presentiamo queste serate di chiamo dell’Opera dei Pupi con l’intenzione di far riassaporare ai Catanesi il clima avvincente delle puntate cicliche serali nei teatri di quartiere. I più anziani ritroveranno sulle scene i paladini di Francia, eroi già amati e familiari. Le nuove e nuovissime generazioni vedranno rappresentate forse per la prima volta alcune delle vicende più importanti della storia di Orlando e Rinaldo, personaggi ai quali magari si affezioneranno, come accadeva in passato al pubblico tradizionale dell’Opera dei Pupi.


La rassegna prende le mosse dalla prodigiosa nascita di Orlandino in Sutri, per proseguire poi con un episodio nel quale si vedrà come Rinaldo, il paladino più amato dal pubblico dell’Opira, edifichi il suo castello a Montalbano e riesca a trionfare sugli intrighi del perfido traditore Gano di Magonza. Nel terzo appuntamento sarà presentata la vicenda ariostesca della pazzia di Orlando per amore di Angelica, fino al momento del suo rinsavimento in seguito all'avventura lunare del coraggiosissimo Astolfo inglese. In occasione della Santa Pasqua, come si faceva anticamente all’Opera dei Pupi, il ciclo epico sarà momentaneamente interrotto, per rappresentare l’antico mistero della Passione, Morte e Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Alla sacralità della messinscena della Passione, come fu già mostrato dal grande folklorista Giuseppe Pitré, ci riporta anche la rappresentazione della Rotta di Roncisvalle, episodio chiave della Storia dei Paladini di Francia, che sarà presentato come quinto appuntamento della rassegna. Concluderemo con un episodio della Storia di Erminio della Stella d’Oro, uno dei cicli più belli dell’Opira catanese, che vogliamo riproporre al pubblico di oggi perché offre un’infinita serie di spunti di riflessione sugli attualissimi temi dell’interculturalità e della multiculturalità.


Vorremmo – forse un po’ utopicamente – che le leggende cavalleresche dell’Opira catanese siano ancora oggi una maniera di riflettere sulle cose e sulle persone del mondo, e in questo ci aiuterà sempre Peppininu, la maschera dialettale che i pupari etnei vollero affiancare ai paladini. Con lui, vi invitiamo a seguirci in questo percorso e… non perdete una puntata!

28.12.09

In programma




6.12.09

Laboratorio Permanente dell'Attore




Il laboratorio permanente dell'attore apre la sede di Catania dopo l'esperienza positiva dei mesi scorsi a Gela. Le due sedi Gela e Catania opereranno in maniera indipendente. Presso la sede di Catania, nei locali dell'associazione Alan Lomax che co-produce la scuola, si seguiranno le seguenti discipline: Recitazione, dizione e fonetica, espressione corporea e storia dello spettacolo.

L P A è un connubio tra scuola e laboratorio. Nozioni e creazioni, metodi e anti-metodi, tecnica e rovesciamento di essa, per uno spazio che si preannuncia innovativo sotto il profilo della didattica nella recitazione.

17.2.09

L'associazione





L'Associazione Culturale Alan Lomax è nata il 24 giugno del 2004 e nella sua breve vita ha prodotto numerose iniziative culturali (concerti, spettacoli teatrali, mostre, proiezioni, corsi di musica, danza e teatro, feste con le diverse comunità di immigrati presenti nel quartiere degli Angeli Custodi dove la Lomax ha sede). Tutto ciò è stato possibile anche attraverso collaborazione e partenariato con altre associazioni culturali, tra cui la Cottonfioc Management, l'associazione MoMu, la Marionettistica dei Fratelli Napoli, l'associazione Milles Regretz, la Compagnia Teatrale Ronzinante, Purquapà, Lapis, il Teatro Club Nando Greco, L'Università di Catania, la Regione Sicilia, Radio Planet Gong e Fuzzine.

La Lomax - così tutti "la sanno sentire" - è soprattutto una scuola popolare di musica, popolare perché specialmente dedicata agli strumenti delle diverse tradizioni folk del mondo e perché desiderosa di avvicinare chi sta a Catania alla musica a prezzi accessibili. In particolare, sosteniamo la pratica della musica d'insieme e la didattica che si fonda su di essa. Inoltre, alla Lomax si tengono corsi di danza popolare, di teatro-danza, di tai chi e di teatro.

La Lomax punta sul rilancio della cultura e del territorio, operando in una delle zone più complesse della città di Catania, tra San Cristoforo e gli Angeli Custodi e destinando ai ragazzi del quartiere numerose iniziative, tra cui corsi di musica gratuiti.

La scuola


Fondare una “Scuola Popolare di Musica” significa intendere la diffusione del sapere musicale come un fenomeno profondamente impregnato della dimensione sociale e collettiva dell’espressione musicale. Per queste ragioni, oltre che gli strumenti tipici della tradizione contemporanea occidentale, la Scuola propone l’insegnamento di strumenti tradizionali delle etnie e delle culture popolari del mondo. La didattica sarà incentrata sulla pratica della musica d’insieme nelle sue varie forme, sia con strumenti dello stesso tipo sia con strumenti diversi: ad essa partecipano indistintamente tutti coloro che intendono intraprendere con noi lo studio della musica. La musica è un sapere sociale. Pertanto, crediamo che, attraverso la dimensione collettiva del fare musica, l’apprendimento trovi il terreno più fertile ed efficace per il suo naturale sviluppo, il più consono alla creatività dell’individuo e del gruppo.

Le attività


Gli spazi della Scuola Popolare di Musica Alan Lomax ospitano eventi di musica e performance dal vivo (danza, sonorizzazioni, letture, happening) e veri e propri concerti all’interno di rassegne a tema. Particolare spazio verrà riservato alle musiche etniche e alle rappresentazioni folkloriche (cantastorie e pupari), e all’improvvisazione in tutte le sue forme. Tra le attività proposte dall’associazione sono previsti: corsi di musica specifici per i bambini a partire dai 3 anni di età; progetti di didattica della musica per le scuole; promozione di mostre ed eventi artistici e culturali; stage musicali; realizzazione di rassegne; festival; proiezioni e concorsi di musica.

La Lomax è anche una importante venue per la musica e il teatro. Alcuni degli artisti nazionali e internazionali ospitati dalla Lomax:
Fausto Amodei, Hugo Race, Cristina Donà, Cesare Basile, Fred Lane, Gualtiero Bertelli, Alfio Antico, Marta Collica, Max Manfredi, Faerd, Giancarlo Parisi, I Lautari, Hotel Palindrone, Carlo Muratori, Carlo Pestelli, Colleen, K-Space, Nakaira, Sandip Chatterjee, Matilde Politi, Mario Salvi, Fabio Tricomi, Ulan Bator, Antenna Tony, Antonio Ferlito, Sonia Brex, Simona Di Gregorio, Ipercussonici, Alessandro Raina, Feldmann, Stefano Spoto, Albanopower, Ensemble Mille Regretz, Diane and the Shell, Archinuè, I Beddi, Skrunch, Hoovers, Ciaudà, Dog a Dog, Cuper Santos, Francesco Cusa, Ultravixen, H.C.B., Samamidon, Mapuche, Joe Pedros & Andrea Notti, Il Pan del Diavolo, Jali Diabate, Iquadro, Logos, Unavantaluna, Afro Bougna Band, Suzanne'Silver, Unmade Bed, Bruslii, Triptyque, Drago & Ciuzzo, Théâtre Spirale di Ginevra, Teatro Tascabile di Bergamo.

Alan Lomax (1915-2002)


L'associazione è dedicata ad Alan Lomax (1915-2002), etnomusicologo texano che, negli anni '40, insieme al padre, condusse una serie di fondamentali ricerche sul campo, nel tentativo di documentare quell'incredibile miscela afro-europea di suoni che ha dato vita al folk nordamericano. Finanziato dalla Biblioteca del congresso statunitense, Alan Lomax ebbe modo di registrare e documentare le tradizioni folkloriche di moltissimi paesi. Fu anche storico della musica, autore di programmi radiofonici per la CBS, la RAI, la BBC, critico musicale e interprete egli stesso. Tra il '53 e il '54, insieme al collega italiano Diego Carpitella, contribuì a rendere noto al mondo il patrimonio etnomusicale italiano, visitando anche la Sicilia, dove ebbe modo di registrare nuvene, canti di fienagione, canti di zolfatari, recite di pupari ed altro materiale che è confluito in uno dei dischi che egli dedicò alle regioni italiane.


Per maggiori info, vedi [http://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Lomax] o [http://en.wikipedia.org/wiki/Alan_Lomax].